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Indagini subacquue su relitti moderni

Riscoperto il relitto del Sommergibile Francese “Narval”
Nell’ambito del progetto di partnership internazionale Italia–Tunisia, dedicato alla valorizzazione ed alla fruizione del patrimonio culturale subacqueo, ed in collaborazione con la Soc. Cooperativa Ecosfera di Messina, la Soprintendenza del Mare – Unità operativa di base VIII - Sezione per i beni demoetnoantropologici, ha partecipato ad una campagna d’indagine che ha portato alla riscoperta del relitto del Sommergibile “Narval”. Si tratta di un sottomarino Francese che faceva parte della Classe “Requin”, varato nel 1926 e ricordato per essere stato il primo naviglio da guerra a ricongiungersi alle forze della Francia Libera dopo l’appello del Generale De Gaulle del 18 giugno 1940 e per questo insignito della Legion d’Honneur, della Medaglia della Resistenza con Rosetta e dell’Ordre de l’Armée de Mer. Affondò nel corso della sua terza missione tra il 13 ed il 16 dicembre 1940, urtando una mina che alcune fonti riferiscono appartenere ad uno sbarramento francese, mentre altre alla tratta Delta dello sbarramento LK posato dai cacciatorpediniere italiani Lanciere e Corazziere la notte tra il 9 e il 10 giugno 1940. Giace in acque internazionali tra la Sicilia e la Tunisia, in perfetto assetto di navigazione, privo di un’estesa porzione della prua, del cannone antiaereo e delle eliche di propulsione. Per quanto la sua scoperta risalga già agli anni '50 e per decenni il suo reale posizionamento sia stato occultato, in considerazione del crescente interesse del turismo subacqueo e nello spirito della Convenzione UNESCO sulla protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo, si stanno prendendo contatti con il governo Tunisino e quello Francese, al fine di concordare ed attuare le opportune misure di salvaguardia e tutela.


Identificato il relitto del Regio Rimorchiatore Dragamine 55
Nelle scorse settimane è stata effettuata una campagna d’immersioni subacquee volta all’identificazione del relitto giacente in prossimità del Molo Colapesce, all’interno dell’area portuale di Messina, in collaborazione con la Soc. Cooperativa Ecosfera, con la quale questa Soprintendenza del Mare intrattiene una fruttuosa collaborazione per lo studio dei relitti subacquei d’interesse storico. Le verifiche hanno confermato le condizioni del relitto che a suo tempo furono rilevate nel corso di un precedente sopralluogo effettuato nel 2008 congiuntamente al 3° Nucleo Operatori Sommozzatori della Guardia Costiera ed al Diving “Oloturia Sub” di Messina. Il profilo dello scafo è riconoscibile nei suoi tratti essenziali ed è visibile l’intero propulsore a triplice espansione posto in prossimità della mezzeria dello stesso, per quanto la presenza di una grande falla in corrispondenza del mascone di dritta, l’evidente schiodatura delle lamiere dalle costole e la loro deformazione verso l’esterno, unitamente all’assenza della parte poppiera e di tutte le sovrastrutture della nave, costituiscano l’indizio più evidente della devastazione causata dal bombardamento che ne causò l’affondamento. L’R.D. 55 faceva parte del più numeroso ed omogeneo gruppo di dragamine impiegato dalla Regia Marina, costruito tra il 1919 ed il 1926 nei Cantieri Migliardi di Savona e progettato per appoggiare e soccorrere le unità maggiori danneggiate o bloccate da campi minati: in servizio nella base navale di Messina insieme all’RD25, fu affondato il 25/05/1943 nel corso del bombardamento aereo alleato che causò anche l’inabissamento della Torpediniera “Groppo”.


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